Rei Tezaki, quindici anni, amante della letteratura.

L’identikit secco e preciso del protagonista, un giovane robot che anima un romanzo molto “giapponese” nello stile e nella struttura, nei contorni e nel gusto delicato narrativo.

Gli appassionati del Sol Levante troveranno il gusto del racconto adolescenziale nipponico non senza storture e malizie, anzi: raccontato con garbo.

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All’inizio, sembra (termine non casuale) che lo scienziato sia un Dio e il giovane robot il suo piccolo Messia in esplorazione, con il compito di portare la felicità ma destinato a misurarsi con le bizzarrie delle emozioni umane.

La neutralità delle buone intenzioni porta disastri.

Il candore artificiale di Rei, che gli impedisce si comprendere le sfumature del linguaggio e la complessità degli atteggiamenti umani, è una specchio della stessa difficoltà delle persone reali.

Piacere, senza sapere come poter ricambiare l’amore. 

La difficoltà di comunicare gli stati d’animo e la serena superficialità dei rapporti di circostanza/abitudine.

Ma tutto è davvero come sembra?

Le difficoltà del piccolo robot con la vita reale sono dovute al suo essere meccanico… o c’è altro sotto?

Il racconto in prima persona si frantuma poi diventa fatto di punti di vista multipli.

Non sarà l’unica sorpresa di un romanzo che “parte piano” e cresce ad ogni capitolo, fa dell’ambiguita la sua cifra e trasforma sottilmente il mondo visto da un ragazzino artificiale in un calderone di domande esistenziali.

“In cosa consiste la felicità di un robot?”

I luoghi comuni dei prodotti nipponici ci sono: vita scolastica, feste estive con pesci rossi e fuochi d’artificio, ragazzini problematici, laboratori fantascientifici.

E poi arriva il ping pong. Dove si sente la passione dell’autore, lo sport come crescita e strumento di relazione, di confronto e di generatore/banco di prova di paure e ansie.

Fino a un punto in cui qualcosa di improvviso spezza ogni certezza

Il Giovane Robot è un romanzo che scorre lieve come un piccolo torrente e che sa scavare nelle emozioni con profonda delicatezza.

Arrivati nella parte finale, sarà durissima trattenere le lacrime e non soffrire per qualche pugno nello stomaco assestato con grande mestiere, nonostante l’autore Sakumoto sia alla sua prima prova strutturata dopo molte esperienze sul web.

Consigliato.

VOTO: ⭐⭐⭐⭐/5