Il Salone Internazionale del Libro di Torino sara’ inaugurato il 18 maggio dal presidente del Senato Pietro Grasso alla presenza dei ministri Dario Franceschini e Valeria Fedeli.

Numeri, energia e novità nelle proposte si accompagnano alla grande partecipazione di tutta la filiera del mondo editoriale.

La trentesima edizione vedrà fino al 22 maggio al Lingotto 469 espositori con stand (nel 2016 erano 338) a cui si aggiungono 33 editori francesi per la prima volta ospiti negli stand di quelli italiani e le case editrici che partecipano hanno già ampiamente superato il migliaio.

A un mese dalla prima volta di ‘Tempo di Libri’, dopo l’inevitabile strappo con Milano, il Salone torinese si presenta dunque più forte.

“Le cose che ami ti accorgi di quanto siano importanti quando rischi di perderle”, dice all’ANSA il direttore editoriale Nicola Lagioia che si e’ trasferito da Roma a Torino per il Salone. “Il Salone, non si capisce bene perchè, e’ come l’ingrediente X della Coca Cola. E’ capace di creare un’affezione enorme”

“Abbiamo lavorato come se fossimo una fiera del libro, una casa editrice e una factory”, racconta lo scrittore. E non nasconde che al termine di questa edizione sarà “necessario il confronto con Milano. Due o più Saloni ci possono essere purchè siano frutto di una concertazione del mondo editoriale. Due fiere cosi’ vicine fanno andare la crisi oltre il mondo editoriale, un territorio contro l’altro, e questo non deve succedere.”