Facebook sta diventando inesorabilmente un social per “anziani”?

Sono anni che circolano con insistenza numeri sul fatto che dalla creatura di Mark Zuckerberg ci sia un’emorragia di giovani e giovanissimi.

Ma è vero?

Snapchat Uniti d’America: lo studio

La questione si è aperta di nuovo in questi giorni dopo uno studio di eMarketer che evidenzia come, nella fascia 12-17 anni, sia Snapchat la principale causa di abbandono di Facebook fra i giovani americani.

Niente di nuovo sotto il sole, dato che fu proprio questa la motivazione principale che spinse Zuck a copiare di sana pianta funzioni e interfaccia di Snapchat per nuove feature sia di Facebook, sia di Instagram.

Ma questa soluzione-tampone ha funzionato a chiudere la stalla prima della fuga degli agnellini?

Lo studio prevede che nella fascia tra i 12 e i 17 anni gli utenti Facebook caleranno entro la fine del 2017 di un consistente 3,4%.

Per Facebook quindi 14,5 milioni, meno dei 15,8 milioni di teenager che usano Snapchat in USA.

eMarketer rileva quindi una sostanziale vittoria di Snapchat su Facebook nella categoria fra i 13 e i 24 anni.

Secondo gli analisti, la sfida per la raccolta pubblicitaria è aperta.

E se Facebook fosse Ivan Drago e Snapchat Rocky Balboa?

Alcuni di noi hanno forse sbagliato a dare per spacciato Snapchat – o meglio, la società SNAP, Inc. – dopo l’attacco frontale della cordata Facebook-Instagram che ha copiato Stories, stickers, filtri e compagnia bella?

Forse sì, per via del fattore ricambio generazionale.

Chi ha iniziato a utilizzare Facebook ai suoi albori ormai è ben più che adulto e magari ha messo su anche famiglia.

Chi è arrivato dopo ha visto con sospetto sbarcare genitori e nonni sulla piattaforma social.

Meglio un network che, anche per via delle sue caratteristiche, rimane ostico ai “matusa”, come Snapchat, dove la prevalenza di immagini e video e la necessità di “metterci la faccia” (nelle connessioni) ed essere veloci, uniti all’interfaccia super-minimale, scoraggia i meno smaliziati.

Certo è che la società SNAP si sta rivelando una brava incassatrice (non di soldi… ma di colpi) perché da quando si è quotata in borsa viaggia su livelli non proprio esaltanti (con il titolo calato assai rispetto all’IPO di marzo 2017) e nell’ultimo trimestre ha fatto segnare un rosso di quasi 400 milioni e mezzo di dollari

Fratelli di Snapchat: i numeri in Italia

Ovviamente in Italia i numeri non sono lontanamente paragonabili a quelli  di oltreoceano e Snapchat è molto, molto lontano dal volume di utenza di Facebook.

Siamo a poco meno di 700 mila utenti attivi, di cui 40% donne e 60% uomini.

Domina anche da noi la fascia 16-24 (61% del totale) mentre tutto il resto sono briciole. 22% tra 25 e 34 anni, 12% 35-44 anni (dati Global Web Index)

Instagram, asso nella manica di Facebook

Facebook ha però un vantaggio dalla sua e si riassume in una parola: Instagram.

Da quando è nato, il social delle immagini, nonostante tra lo scontento degli integralisti della prima ora si sia “snaturato” più volte (per non parlare della recente introduzione delle Stories!), non ha mai risentito di cali di popolarità, anzi.

La crescita nei numeri è stata progressiva come quella di Facebook, e a differenza di quello che possiamo definire “il bar del web” non ha mai davvero risentito di crisi di utilizzo fra gli utenti della fascia 18-24 anni.

Instagram continua a crescere e a raccogliere quello che Facebook perde per strada in fatto di adolescenti. Basterà a tranquillizzare Zuckerberg? Domanda oziosa, perché a livello economico ha nessuna concorrenza, al momento.

Certo, non è una consolazione se si punta a un reale svecchiamento della base utenti, ma a livello commerciale Instagram con i suoi ragazzi(ni) che sognano di diventare webstar e influencer (molto più che su FB) rimane una garanzia.