Mark Zuckerberg recita il mea culpa e (meglio tardi che mai) ammette che su Facebook ci sono ancora “troppi errori” riguardo alle misure di rispetto delle politiche e alla prevenzione del cattivo uso dei suoi strumenti.

Nel 2017 il social è stato accusato – non a torto – di non fare abbastanza per contrastare tutti quei contenuti che incitano all’odio, fanno apologia di dittatori o del terrorismo e soprattutto il diffondersi incontrollato e quasi criminale delle fake news.

Il fondatore di Facebook, dopo diverse pesanti accuse arrivate anche da ex collaboratori, ha ammesso che la sua piattaforma social può avere effetti psicologici negativi su chi ne abusa.

“Il mondo si sente inquieto e diviso e Facebook ha molto lavoro da fare, sia che si tratti di proteggerci dagli abusi e dall’odio, sia che si tratti di difenderci dalle ingerenze di certi Paesi o essere sicuri che il tempo trascorso su Facebook sia tempo ben speso”, ha scritto in un post.

E aggiunge: “molte persone non credono più nell’idea che la tecnologia possa mettere un po’ di potere nelle loro mani. Con lo sviluppo di un pugno di grosse imprese tecnologiche, e con governi che usano la tecnologia per sorvegliare i loro cittadini, molte persone credono ormai che la tecnologia non faccia che concentrare il potere nelle mani di qualcuno”. Insomma, tutto il contrario del sogno di libertà, democrazia e condivisione che anni fa alimentava l’ascesa del web e dei social media.

Un’autocritica personale e verso il sistema degli OTT digitali (Over The Top come anche Apple, Amazon, Alphabet/Google).

“La mia sfida personale per il 2018 – conclude Zuckerberg – è di concentrarmi sulla soluzione di queste questioni importanti. Non riusciremo ad evitare tutti gli errori e gli abusi ma attualmente facciamo troppi errori nell’attuazione delle nostre politiche e nella prevenzione del cattivo uso dei nostri strumenti”.